di Leo Ortolani

La minaccia verde!

Da Rat-Man 2. Prima pubblicazione gennaio 1996

Il soggetto di questa storia è uno dei più classici che si possano trovare nelle storie a fumetti: l’eroe si trova in balia di un vecchio scienziato pazzo, o di un cattivo in generale, il quale possiede una figlia che si innamorerà dell’eroe e lo aiuterà a scappare. Il più delle volte, nel finale lei sacrifica la sua vita per lui. Una delle storie più belle basate su questo soggetto è sicuramente quella di “Topolino nel mondo di domani” di Gottfredson.
Inizialmente il soggetto dei vegetoidi doveva essere utilizzato per un’altra serie che stavo sviluppando nei primi anni ’90, quella delle parodie dei film classici di fantascienza, come “La cosa dallo spazio” e “Cong”. La rivista su cui queste storie dovevano apparire (“Futuro Zero”) chiuse dopo tre numeri e il soggetto rimase nel cassetto per un po’.
Con la nascita di “Rat-Man”, la serie bimestrale, riutilizzai ciò che avevo già abbozzato, cambiando alcune cose.
Secondo la prima trama generale, l’eroe avrebbe dovuto restare con l’auto in panne in una strada isolata, in mezzo alla tempesta, e avrebbe cercato aiuto nella villa dello scienziato pazzo, dove in cantina avrebbe poi trovato il laboratorio e le creature vegetali che, nei piani del folle, avrebbero dovuto sostituire i giovani del pianeta.
Aiutato dalla figlia Rosalinda, sarebbe riuscito a fuggire e a tornare sulla strada, dove un’auto di passaggio lo avrebbe caricato e portato in salvo.
Forse.
Nella prima stesura infatti, l’uomo al volante si sarebbe poi rivelato un vegetoide e lo avrebbe riportato alla villa.
Se “Rat-Man contro il Ragno!” presentava il lato umoristico della serie di Rat-Man, “La minaccia verde!” presenta quello drammatico.
Il vero protagonista della storia è infatti Thea, la figlia dello scienziato pazzo destinata a morire in fondo alla storia e della quale Rat-Man si innamora.
Ero perplesso sul tipo di storia che stavo realizzando, per il fatto che Rat-Man, come si era già visto nel primo numero, doveva essere una serie umoristica, ma poi decisi di provare anche questa strada. Non ne fui mai convinto del tutto, finché non arrivarono le prime lettere di apprezzamento dei lettori. Questa “indecisione” stilistica si riflette un po’ in tutta la storia, che umoristicamente non decolla, se non in pochi punti.

Splash page

Pag. 1 – Insolita pagina di apertura, per un albo di un (presunto) supereroe!
Rat-Man massacrato da un gruppo di teppisti ci si presenta in tutta la sua inutilità sociale!
Ancora adesso, la figura di Alfredo, questo misterioso personaggio così simile a Rat-Man, rimane da spiegare e mi lascia aperta una porta su una possibile storia di sosia.

Pag. 2 – Compaiono per la prima volta il dottor Donald Denam e sua figlia Thea.
Il primo è la caricatura di un grande attore e caratterista di molti film, Donald Pleasence, che ricorderete per essere stato il presidente degli Stati Uniti in “Fuga da New York” o il dottor Loomis nella saga di “Hallooween”, o lo psicologo criminale di “Altrimenti ci arrabbiamo”.
Nel creare lo scienziato pazzo ho mantenuto il nome dell’attore, dandogli invece il cognome di un personaggio tratto dal film “King Kong” (1933): Mr. Denam, il produttore cinematografico che manda una troupe cinematografica sull’isola del gorilla.
La figlia si chiama Thea e non più Rosalinda, per non dare un indizio troppo preciso al lettore, suggerendogli subito che anche lei sia un vegetoide.
La dolcezza del personaggio di Thea è sottolineata anche dal profumo che la accompagna e ne annuncia la comparsa ogni volta.

Pag. 4 – Se già dall’inizio si entra subito nella storia, qua partono subito i misteri. Chi è Primus?

Pag. 5 – Ovvero, come fare innamorare un personaggio in poche vignette.
Dopo questo incontro, la vita di Rat-Man, che ha solo due albi (con questo) al suo attivo, cambierà per sempre. Thea entra nel suo cuore (e in quello dei lettori) e non se ne andrà mai più.

Pag. 6 – Continuano gli omaggi al Re, Jack Kirby, con i (maldestri) tentativi di imitare i suoi laboratori, pieni di quegli straordinari macchinari che caratterizzano spesso le pagine dei Fantastici Quattro.

Pag. 7 – Per far crescere la tensione, faccio intravedere qualcosa di Primus e del suo modus operandi.

Pagg. 8 e 9 – La naturale inclinazione di questa storia verso il drammatico e la mia manifesta incapacità a fare qualcosa per evitarlo, emergono maggiormente in queste scene di raccordo. A mio parere ci sono pochissime battute, spesso “sovrapposte” alla storia senza che la accompagnino con fluidità, come in una vera storia comica. In queste due pagine, la scena della cena è un chiaro esempio di ciò che intendo. La battuta del “coperchio”, quella del “vecchio sciocco” e quella di “ha sentito il vino” sono poco più che pennellate di colore giallo su un quadro dai toni blu.

Pag. 10 – Finalmente la splash page rivelatrice dell’abominio chiamato “Primus”.

Pag. 11 – Questa pagina è una delle mie preferite della storia, per i disegni della creatura che cerca di trasformarsi. Anche in ciò, lo stile è pesantemente ispirato a quello di Jack Kirby.

Pag. 12 – Ogni tanto, anche in questa storia c’è spazio per un momento comico memorabile (a mio discutibile parere!), che è quello della bussola. Tutta la stupidità del ratto concentrata in due vignette. Il “GH!” e la figura del Rat-Man con il sorriso a 99 denti sono diventate così una sorta di icona del personaggio. La stessa immagine campeggia infatti nella “homepage” di questo sito ed è stata utilizzata per le magliette realizzate nel 1997.
Compare qua un’altra delle “armi” improbabili di Rat-Man, vale a dire il Rat-Dardo, nient’altro che una triste freccetta!

Pag. 15 – Ancora una bella incursione nel demenziale con la battuta di Claudia Schiffer e la sua comparsata involontaria!

Pag. 16 – La vignetta iniziale me la ricordo come uno dei miei primi esperimenti grafici per rendere la drammaticità di quella immagine.
Inclinandola verso destra, avevo potuto inserire sia Denam che il vegetoide, altrimenti schiacciati da una vignetta troppo bassa. Sembra una stupidata, ma anche la testa del vegetoide che esce appena dalla vignetta, “sposta” il tutto verso l’alto, e allunga una vignetta altrimenti soffocata e di scarso impatto.
Questa immagine sarebbe stata un’ottima splash page, ma la numerazione delle pagine non mi permetteva di usare un’intera pagina.

Pag. 17 – All’inizio ero ancora un bravo ragazzo, e anche le battute venivano ripulite per non turbare i lettori. Nella quarta vignetta infatti, dove la prospettiva di essere trasformato nello “stupefacente Uomo Banana”, faceva riflettere Rat-Man su svolte clamorose nella sua vita sentimentale, in realtà la vera battuta sarebbe stata “Devo uscire da qui, o la mia vita sessuale avrà una svolta clamorosa.”

Pag. 22 – Il dottor Denam va incontro alla sua fine. Forse.
Nei cassetti del Rat-Man giace da tempo una continuazione di questa storia, che ancora non ha trovato modo di essere raccontata come si deve.
Il dottor Denam tornerà invece come comparsa in numerose storie legate al passato di Rat-Man e al “Progetto Rinascita”, come nella trilogia del clone (RMC 11, 12, 13) e nell’esalogia (RMC 29, 30, 31, 32, 33, 34).

Pagg. 22 e 23 – Thea ci lascia ed entra nella leggenda della saga del Ratto.
Sugli appunti iniziali avevo segnato qualcosa per sdrammatizzare la scena, ma alla fine ho scelto di lasciare che tutto si svolgesse così come lo potete leggere, che poi mi commuovo sempre!
Thea ritornerà in brevi apparizioni nella trilogia del Ragno (RMC 5, 6, 7) e in quella della Gatta (RMC 23, 24, 25), e non è detto che in futuro non ci siano altre sorprese.

Un piccolo aneddoto su quel periodo. Lorenzo Altariva mi organizzò un incontro con i lettori nel negozio “Fumetteria” a Pozza di Maranello.
Venne UN lettore. GH! Conobbi anche Roberto Baldazzini e Massimo Bonfatti, però!… ;)

Sketchbook

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