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Intervista a Larry

di Maurizio Clausi

Cominciamo come al solito con una breve biografia…
Sono l’unico dei fratelli che è nato a Parma, ho vissuto sempre in questa città sin dal lontano 2 maggio 1969. Da piccolo mi mettevo sotto il tavolo di cucina e, con la mia scatola di Carioca da 36 pennarelli, coloravo interi libri di disegni al tratto (che fosse un segno del destino?). Più avanti, quando il cervello mi si è affinato un po’, ho cominciato a disegnare da solo le figure da colorare! Anch’io facevo storielle a fumetti, probabilmente spinto da vena imitativa nei confronti di Leo (questi fratelli minori!).
Lungo il corso degli anni ebbi la brillante idea di frequentare il corso di Grafica Pubblicitaria all’Istituto d’Arte P. Toschi di Parma; giunto al quinto anno mi diedero la maturità (no, non come i pomodori sotto il sole d’agosto!). Attualmente convivo con Mary, la mia ragazza, ho uno studio grafico in casa e qui lavoro al computer e con l’aerografo.

Parlaci della famiglia Ortolani, si respirava aria di fumetto?
Be’… nella mia poca! In quella di Leo tanta! Se intendiamo la famiglia Ortolani, quando vivevamo ancora tutti assieme, allora posso dire con certezza che di fumetti ne sono passati in casa parecchi! Topolino, Il Giornalino, Il Corriere dei Piccoli, Dylan Dog, Snoopy, L’Eternauta ecc… ecc…

Oltre che per il tuo lavoro, di cui parleremo in seguito, sei famoso per essere il fratello di Leo Ortolani. Quali sono i tuoi rapporti con lui?
Direi buoni, anche se non ci vediamo così spesso. Per quel che riguarda l’essere famosi, non credo sia il mio caso; se poi un giorno lo diventerò spero che sia proprio per il lavoro che eseguo e non per riflesso, solo perché sono il fratello di Leo. 😉

Leggi il suo Rat-Man, che ne pensi?
Di qualsiasi fumetto che mi porta del lavoro penso tutto il bene possibile!!! 🙂 Scherzo… l’umorismo che trovo nelle storie mi è familiare ed è quello che prediligo. Naturalmente mi piacciono anche le storie che fanno pensare.

Leo ha mai dichiarato in famiglia che voleva fare il fumettista? Come è stata presa la faccenda?
Che io sappia non ha mai dichiarato niente; ha sempre fatto i suoi fumetti anche quando studiava per laurearsi in geologia! Diciamo piuttosto che questa sua passione si è evoluta col tempo, arrivando ad essere una delle cose primarie nella sua vita. Nostra madre è pittrice, il nonno si dilettava, il babbo sa come si tiene in mano un pennello, la sorella è una brava disegnatrice, Leo con le sue figurine e le sue vignette, io con i miei colori ed illustrazioni… no, non c’era bisogno di dichiarare qualcosa che in famiglia è sempre stato naturale.

Quando è iniziata la tua collaborazione con Leo?
Dunque… se ben ricordo, la prima collaborazione risale al marzo 1996. Leo utilizzò una mia fotografia (fatta al modellino di Rat-Man, che lui si era costruito col Das) per la copertina dello speciale “Origini”.

Prima di collaborare con Leo che tipo di lavori hai svolto?
L’operaio, il negoziante, il fotografo, l’illustratore.

Oltre a colorare hai mai fatto qualcosa inerente il mondo dell’illustrazione o del fumetto?
Essendo un illustratore mi dedico solo a questo, è quello che meglio mi riesce. Nel mondo dell’illustrazione si è spesso a contatto con esigenze e procedure di lavoro diverse.
Quattordici anni fa, su commissione del paese S. Lazzaro di Savena (BO), disegnai su una targa rivestita in foglia d’oro quello che divenne un premio per Alberto Tomba, per i meriti conseguiti quell’anno. Vidi poi in TV, lo sciatore che alzava la targa-premio verso la folla del suo paese per ringraziare… fu una delle prime soddisfazioni!
Nel 1997 partecipai per la prima volta alla “Fiera Internazionale d’illustrazione di libri per ragazzi”, che si tiene ogni anno a Bologna, mandando 5 tavole a tema spaziale. Be’… venni scelto assieme a pochi altri, da una giuria internazionale, per esporre le mie opere per quattro giorni consecutivi a tale fiera, raduno annuale di illustratori ed editori da tutto il mondo. Finii anche nell’annuario, che riassumeva le opere esposte e dava cenni biografici degli autori… niente male no?

Certamente! Quando tu e Leo avete stabilito di collaborare?
Non c’è stato un accordo preciso, all’inizio. Ricordo che ad un certo punto smise di colorare le sue copertine affidandole a Luca Poli. Visto che col computer mi destreggiavo, mi domandai perché non chiese la mia collaborazione… Dopo un po’ di tempo gli feci vedere la copertina dello speciale “Rat-Man il Mitico” opportunamente rielaborata. Non era stata una colorazione vera e propria, ma bastò a far notare il mio lavoro.

Cosa pensi del lavoro di Luca Poli che ha colorato le cover di Rat-Man prima di te? A me piacevano molto.
Penso che abbia fatto un buon lavoro. Non è facile stare dietro alle esigenze cromatiche di Leo e se lui c’è riuscito, tanto di cappello!

Hai iniziato con gli strumenti tradizionali come i pennelli e aerografo o hai esordito con la computer grafica?
Ho iniziato con la tempera, la china e le matite acquerellabili.

Quando e perché sei passato al computer?
Avendo studiato grafica pubblicitaria era d’obbligo avere il computer.

Che sistema hai?
Ho un PC (la politica non c’entra!) con 512 Mb di RAM, il monitor è un Philips Brilliance da 21 pollici, la scheda video è una ATI Radeon da 64 Mb, la stampante è una Epson Stylus Photo 1200, ma la cosa più importante è la tavoletta grafica!

Che software usi?
Per le copertine di Rat-Man uso Adobe Photoshop 6.0 e programmi di contorno, come Micrografx Picture Publisher od altro.

Oltre che con Leo lavori per conto tuo?
Con gli aerografi, oltre a fare illustrazioni su carta, mi sbizzarrisco su caschi, moto, cellulari e quant’altro possa essere decorato; col computer eseguo lavori di grafica.

Parliamo delle copertine di Rat-Man: quale materiale ti dà Leo?
In genere mi porta la fotocopia dell’originale (è più nera nel tratto).

Ti dà delle indicazioni molto dettagliate? Le colora per farti capire come le vorrebbe?
Le indicazioni per il colore dell’immagine me le porta abbozzate su un foglio, poi stabiliamo tutti i particolari.

Tende a effettuare molte correzioni?
Quando ci troviamo a casa mia, per la revisione finale della copertina, effettuo le correzioni (non solo cromatiche ma anche plastiche, inteso come luci ed ombre) se sono necessarie. A volte capita che la copertina vada bene al primo colpo, altre volte no. Riguardandola a distanza di un giorno o due può capitare, anche, che alcune modifiche le proponga io, per il miglioramento dell’immagine. Capita anche che si discuta animatamente! 😉

Che tipo di file produci?
File PSD, risoluzione di 150 pixel/cm., dimensioni copertina 21×26,5, quadricromia (per le lastre tipografiche).

Quanto impieghi per colorare una cover?
Dipende… se è semplice due giorni, se è complessa (“Catene” o “La Bella e la Bestia”) anche una settimana .

Puoi spiegarci tecnicamente come avviene la colorazione?
I metodi di lavoro sono tanti, io faccio così:

  • eseguo una scansione del disegno di copertina in B/N e con la risoluzione adeguata
  • se necessario, contrasto il nero del livello “Tratto a china”
  • dimensiono l’immagine nella misura richiesta
  • “ripulisco” eventuali imperfezioni nel tratto (spesso nelle fotocopie ci sono sbavature o sporcizia)
  • converto il file in quadricromia, lo nomino e lo salvo
  • coloro a tinte piatte ogni particolare del disegno su livelli diversi (mi serve per le selezioni, ed io faccio prima così che non con altri metodi)
  • comincia il lavoro di coloritura, con varie sfumature ed effetti (vorrei precisare che non uso quasi mai effetti precomposti, che si trovano nei programmi o nelle Plug in; gli effetti luminosi li creo con l’aerografo del programma e, se ho bisogno di texture, uso sfondi colorati da me su carta e successivamente scansionati.
  • terminata l’immagine unisco i livelli che devono essere “radunati” e lascio separati tutti gli altri (ciò comporta un risparmio di memoria nel file).
  • salvo su Cd

Da chi hai imparato questo metodo? Sei autodidatta?
Sono autodidatta, ho imparato da solo.

Immagino che conosci gli albi della Image che hanno fatto della colorazione al computer una loro bandiera. Ti hanno influenzato?
Albi della Image? Chi… chi è? Ch… che desiderano? Abbi pietà…

Hai un colorista di riferimento?
No.

Ho visto che la tua prima copertina di Rat-Man, l’Araldo, l’hai rimaneggiata per l’edizione spagnola. Come mai?
I gusti col tempo cambiano e, quella che una volta era una copertina che mi aveva dato soddisfazioni, non mi piaceva più tanto. Comunque conservo gelosamente l’originale! 🙂

I tuoi prossimi programmi?
Continuare a fare l’illustratore per dare colore alle cose!

L’intervistà è stata concessa il 27 giugno 2001.

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